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SUGGERIMENTI E CONSIGLI PRATICI PER DIFENDERSI DAL FURTO DEI PROPRI CONTENUTI E COME ASSICURARSI GLI STRUMENTI PER DIMOSTRARE LA TITOLARITA' DI UN CONTENUTO PUBBLICATO SU INTERNET.
INTRODUZIONE
Sembrerà forse bizzarro aver inserito una sezione come questa all'interno di una GUIDA STRATEGICA AL POSIZIONAMENTO SU GOOGLE . Quella del furto dei contenuti è una pratica antica quanto Internet. E solitamente non porta alle conseguenze che fuori dal web sono normali: azioni civili e penali, e richiesta di risarcimento danni. Internet è ancora, nel 2006, sovente considerato la terra di nessuno. In cui i limiti posti dal Diritto Soggettivo (tra cui il diritto d'autore) sono eterei e meno delineati che nella vita reale.
La facilità con cui si può accedere alle risorse, la facilità con cui si può offrire risorse ha generato, a livello globale, l'errata convinzione che, in fondo, su Internet tutto sia di tutti.
In un ambito come quello dei Motori di Ricerca (Google in primis), dove la qualità dei contenuti può davvero fare la differenza tra una posizione elevata e la 100esima pagina, proteggersi da CHI COPIA I CONTENUTI non solo rientra nei propri inalienabili diritti, ma diventa necessità primaria ai fini di:
1. Preservare la propria posizione nelle pagine dei risultati.
2. Prevenire la penalizzazione per contenuti DUPLICATI.
Detto semplicemente: se rilevi che un tuo testo, una tua immagine, un tuo lavoro pubblicato sia stato rubato o copiato devi agire in maniera tempestiva e determinata, non solo per difendere i tuoi diritti, ma soprattutto per prevenire danni ben più grandi in termini di presenza nei motori di ricerca.
A tale scopo ho ritenuto doveroso inserire in questo libro anche una sezione dedicata al diritto d'autore, a come assicurarsi in maniera pratica la titolarità dimostrabile dei propri contenuti e come agire in caso di abuso.
CASI PARTICOLARI IN CUI E' LEGITTIMO CHE QUALCUNO PUBBLICHI PARTE DEI TUOI CONTENUTI SENZA PREVENTIVA AUTORIZZAZIONE E A TITOLO GRATUITO.
La legge prevede alcuni casi particolari in cui si riconosce -parziale- libero utilizzo di opere protette dal diritto d'autore.
1. Riproduzione parziale o riassuntiva dei tuoi contenuti a scopo di RECENSIONE, INFORMAZIONE, CRITICA, DISCUSSIONE. E' il caso, ad esempio, dei Forum di discussione, in cui talvolta si parte da un estratto di un articolo o un testo per dare vita ad un dibattito. E' il cosiddetto DIRITTO DI CITAZIONE, previsto dalle Leggi Italiane e, in forma diversa, in quasi ogni legislazione del pianeta.
Chi si avvale del Diritto di Citazione non deve farlo per fini commerciali che siano in concorrenza con gli eventuali fini commerciali dell'autore.
Il diritto di Citazione, comunque, prevede l'OBBLIGO da parte di chi estrapola contenuti altrui per i fini previsti, di indicare con esattezza la fonte: solitamente AUTORE E SITO INTERNET da cui è stata prelevata la risorsa.
2. Uso personale. Il caso , ad esempio, di chi stampa o salva una pagina del tuo sito sul proprio hard disk per poterla visionare offline.
La stampa o il salvataggio della risorsa, ESCLUDE comunque la possibilità di: ripubblicare su internet, a scopo di lucro o meno, la risorsa, e la ridistribuzione attraverso formato diverso (es: pubblicazione cartacea o cdrom).
In tutti i casi diversi da quelli descritti al punto 1 e punto 2 si verificherà la VIOLAZIONE DEL DIRITTO D'AUTORE, che è un illecito perseguibile in sede Civile e Penale.
COME GARANTIRSI LA DIMOSTRABILE TITOLARITA' DI UN'OPERA DELL'INTELLETTO PUBBLICATA SU INTERNET.
Vediamo quali sono i tipi di violazione più comuni sul web.
1. PLAGIO. La tua risorsa viene copiata e ripubblicata su un altro sito internet, epurata da ogni riferimento a te come autore. Chi ha rubato testi e foto dal tuo sito presenta quindi ai suoi utenti l'opera fingendosene l'autore.
Questo tipo di violazione colpisce in egual modo la PERSONA (violazione del diritto di paternità dell'opera) e il PATRIMONIO (conseguenti danni di immagine e perdita profitto).
2. RIPROPOSIZIONE. La tua risorsa viene presentata su un altro sito internet. La differenza con il plagio è che nel caso della riproposizione, vi è riconoscimento dell'autore. Il diritto di paternità dell'opera non è violato, ma resta violato il diritto patrimoniale. E' il caso in cui, ad esempio, un webmaster propone ai suoi utenti un file MP3 protetto da altrui copyright.
Il Diritto d'autore sorge automaticamente in capo a chiunque crei un'opera dell'intelletto, come una poesia, canzone, articolo, romanzo, e una pagina web. Teoricamente non c'è bisogno di registrare alcunchè: nel momento stesso in cui si 'crea' qualcosa si possono vantare diritti personali e patrimoniali sulla propria opera.
Nella pratica però è di vitale importanza avere delle prove tangibili per dimostrare la titolarità di un'opera dell'intelletto e poterle presentare in caso di abuso.
In italia, il metodo più efficace e tradizionale per tutelare il diritto d'autore è associarsi alla SIAE, e depositare presso un ufficio della propria città i propri lavori. Gli associati, oltre a disporre della prova CERTA della titolarità di un'opera beneficiano anche di assistenza e tutela giuridica in caso di infrazione del copyright. Come forse saprai l'iscrizione alla SIAE non è gratuita, e a seconda delle categorie cui appartieni (letteratura, arti visive...) e a seconda del numero di opere che depositi, l'impegno economico potrebbe rivelarsi sovradimensionato alle tue tasche e alle tue esigenze.
In alternativa, puoi fare un backup delle tue risorse e affidarle ad un Legale o un Notaio che certifichi data di creazione e titolarità. Anche questa soluzione, a meno che non faccia parte di una grande azienda per cui la protezione di brand e contenuti è vitale, potrebbe essere eccessivamente onerosa.
Inutile dire che la pubblicazione sul Tuo sito di una Tua opera non è garanzia sufficiente a tutelarti. A far fede è la data di upload sul server, ma basta una minima modifica, un backup, un cambio di dominio, e questo parametro viene azzerato.
Anche porre una dicitura "pubblicato il ..." è inutile, perchè è un dato facilmente contraffabile da terzi, applicando sulle copie una data più remota di quella che appare sul tuo sito. L'utilizzo della dicitura "Copyright by..." e del META COPYRIGHT è altrettanto inutile.
Insomma, avrai capito che servono prove tangibili, e prove storiche.
Prima della pubblicazione su internet:
Fai una copia CARTACEA o su SUPPORTO DIGITALE dei tuoi contenuti (Cdrom, Floppy...), inseriscila in una busta e spediscila a te stesso sotto forma di RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO. Farà fede il timbro postale.
Ricevuta la busta e la ricevuta -mediamente ci vuole una settimana- tienile INSIEME e non aprire mai la busta. E' la tua prima prova tangibile di titolarità del contenuto.
Quando pubblicherai i contenuti su internet, ricordati di apporre -in testa o in calce alle pagine- la dicitura "REGISTRATO il [data timbro postale]"
La seconda prova tangibile, che è anche storica, è l'invio tramite posta elettronica di un file compresso (ad esempio ZIP) ad una persona di tua conoscenza. Non deve essere un tuo parente, un tuo amico, un tuo dipendente. Una figura il più possibile neutra, come ad esempio un cliente o un conoscente. Meglio è se la persona che userai come testimone ha una posta leggibile dal web che non utilizza con Outlook.
Ti consiglio anche di mandare a te stesso, ad un account di posta elettronica come hotmail, Yahoo, Libero.it , lo stesso ZIP. Non scaricarlo mai sul computer. Tienilo sul server.
La data di ricezione di una mail, su un server come Yahoo, non è falsificabile e rappresenta un'ottima prova tangibile e datata.
Ecco invece come ti procurerai delle prove puramente storiche.
1. Usa la cache di Google.

Pubblica i tuoi contenuti online. A questo punto dovresti avere già due prove tangibili datate e puoi quindi pubblicare con una certa serenità. Non appena Googlebot indicizza le tue pagine, cercale su Google, una per una. E clicca su COPIA CACHE.
La corrispondente pagina nella cache è una copia fisica dei contenuti testuali del Url di riferimento. In testa alla pagina c'è un header che contiene due informazioni importanti: LA DATA cui fa riferimento la copia archiviata e l'URL per richiamare in futuro la pagina.
Salva comunque la pagina sul tuo hard disk.
2. La prova storica più autorevole e attendibile ti proverrà da ARCHIVE.ORG e più precisamente dal WAYBACK MACHINE. Wayback Machine è un archivio che contiene (quasi) tutte le pagine web dal 1996 ad oggi. Di ogni sito sono conservate tutte le modifiche grafiche e testuali, correlate da data di indicizzazione.
La WB Machine si affida al crawling di ALEXA ; pertanto se vuoi che i tuoi contenuti vengano inseriti nell'archivio di Archive.org hai tre vie: puoi aspettare che il crawler di Alexa passi spontaneamente dalle tue pagine, oppure richiedere il passaggio dello spider inserendo l'Url nel FORM DI RICHIESTA WEBMASTER , oppure più semplicemente ti basterà navigare il tuo sito con la TOOLBAR DI ALEXA installata.
Nota però che se il passaggio del crawler e la relativa indicizzazione del contenuto è relativamente breve (non più di qualche settimana), per vedere il proprio sito in Wayback Machine potrà occorrere sino ad un anno.
PREVENIRE LA COPIA NON AUTORIZZATA DEI TUOI CONTENUTI
Mai come in questo caso prevenire è meglio che dover intervenire.
Se hai già esperienza di creazione di siti internet, sai già che non ci sono sicuri metodi tecnologici per prevenire il furto di contenuti e immagini. Disabilitare il tasto destro del mouse, disabilitare la selezione dei testi, inserire watermark sulle immagini, sono tecniche utili come deterrente contro i "ladri occasionali". Chi ha la reale intenzione di prelevare i tuoi contenuti e farli suoi, non si farà grossi scrupoli nel disabilitare i javascript, utilizzare download manager, fare screenshot della tua pagina (ALT-Stamp + Ctrl-V su un software di grafica, e il gioco è fatto!).
E' utile innanzitutto autocertificare la data di creazione del contenuto. In testa o in fondo alla pagina, inserisci questi dettagli:
Creato il: [ - data di creazione - ]. Registrato il: [ - data del timbro postale e/o di invio ad un testimone - ]. Pubblicato il: [ - data di pubblicazione sul sito - ]. Modificato il: [ - eventuale data di modifica - ] - Autore: [ - nome autore - ]. Titolare del copyright: [ - nome autore e/o nome azienda - ]. Limiti di utilizzo [ - link ad una pagina contenente dettagli copyright e limiti di utilizzo delle risorse - ]
A prima vista sembra meglio del classico © copyright by ... vero?
La pagina dei LIMITI DI UTILIZZO o NOTE LEGALI
L'effetto deterrente dato dall'estrema precisione nell'elencare le varie date di creazione e registrazione, nonchè i dettagli del copyright, verrà perfezionato con la stesura della pagina dei Limiti di utilizzo delle tue pagine.
A prescindere dal registro linguistico che utilizzerai (colloquiale, strettamente legale...) dovrai dimostrare di conoscere perfettamente i tuoi diritti ed essere pronto a farli valere con chiunque.
Allo stesso tempo in queste note riconosci anche l'altrui diritto di citazione e critica, ma con l'obbligo di apporre sempre il nome dell'autore e della fonte.
Se vuoi citare qualche articolo del CC o qualche Legge specifica, giusto per dissuadere ulteriormente i provetti copioni:
Sul DIRITTO D'AUTORE: Art.2575 c.c : "Formano oggetto del diritto d'autore le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma d'espressione."
Sul PLAGIO: L’autore che si accorge di essere vittima di plagio può richiedere all’autorità giudiziaria la dichiarazione della propria paternità dell’opera ai sensi dell’art.168 e 156 della legge 633/41, nonché l’inibitoria del comportamento illecito o la distruzione dell’opera altrui ai sensi degli articoli 158 e 163 della medesima norma.
Sul DIRITTO DI CITAZIONE: Articolo 70 della Legge sul Diritto d'Autore e Articolo 10 della Convenzione di Berna. Valgono comunque le considerazioni e le limitazioni delineate sopra, sezione "Casi particolari...", punto 1.
Sovente il modus operandi di chi copia contenuti altrui è quello di mettersi in attesa che sia il titolare del copyright stesso a contattare chi vìola il diritto d'autore. Specifica che l'utilizzo dei tuoi contenuti è permesso SOLO previa autorizzazione, senza alcuna deroga.
Importante anche inserire i tuoi CONTATTI. Eventualmente anche i contatti del titolare del copyright, se persona diversa dall'autore (è il caso dei free lance, che hanno diritti personali ma non patrimoniali sulle loro opere).
Tra le pagine che descrivono limiti di utilizzo, segnalo quella sul sito ATTIVISSIMO.NET : incisiva, persuasiva, scritta in modo semplice ma efficace. Ovviamente puoi prendere spunto da essa, ma NON COPIARLA! - ci manca solo...
AGIRE IN CASO DI ABUSO
Se rilevi che un sito faccia uso di materiale di cui sei autore e della cui titolarità possiedi prova certa (vedi sopra), la peggior cosa che puoi fare è ignorare o tollerare il fatto. Non è bene che si pensi che i tuoi contenuti sono di dominio pubblico e che si possono tranquillamente prelevare senza autorizzazione.
La prima cosa dare fare è recuperare una serie di informazioni sul dominio che usa i tuoi contenuti.
a. Guarda nel sito: contatti email, numeri di telefono, indirizzi. Se nulla è presente, scrivi ad una delle mail che vengono attivate automaticamente all'apertura di un dominio: info@altro_sito.com ; webmaster@altro_sito.com.
b. In aggiunta verifica le Contact Informations guardando il WHOIS del dominio. Troverai il contatto necessario per mandare una prima mail di diffida formale.
Per domini.IT , guarda le info su NIC.IT ; per domini.COM, NET e ORG, su INTERNIC ; per domini registrati tramite Godaddy, vai al relativo WHOIS ; per tutte le restanti estensioni usa il TOOL DI DNSSTUFF
Il primo passo quindi è una MAIL DI DIFFIDA a mantenere i tuoi contenuti sul sito. Le informazioni da fornire all'altro webmaster sono: la data in cui hai visitato il loro sito e l'indirizzo (URL) in cui sono mostrati i tuoi contenuti. Precisa che ne sei autore e che puoi fornire prova certa della titolarità. Se il webmaster ha semplicemente omesso i riferimenti all'authorship nell'esercizio del suo Diritto di Citazione, puoi chiedere che regolarizzi la sua posizione. In tutti gli altri casi ne chiedi la rimozione. Fornisci altresì un tempo utile per rispondere alla tua mail e procedere alla rimozione del materiale rubato. 15/20 Giorni sono un lasso di tempo più che adeguato, anche considerando che le mail legate al WHOIS vengono talvolta lette di rado.
Se allo scadere dei giorni da te prefissati non avrai ricevuto risposta, o i tuoi contenuti non sono stati tolti, precisa che hai intenzione di agire per via Legale.
Se le email ti vengono rispedite indietro (email inesistenti, contatti nel WHOIS falsificati...) contatterai l'HOSTER del sito.
Gli hoster (vedi ISP) solitamente agiscono prontamente diffidando direttamente il webmaster e, in rari casi, rimuovendo l'intero sito. La mail che invierai all'ISP dovrà contenere quanti più dettagli possibile. Dichiara di avere prove tangibili di titolarità dei contenuti (elenca le pagine in cui compaiono) e che una tua eventuale azione legale riguarderà ANCHE l'hoster. Chi ha più da perdere è l'hoster stesso. Soprattutto in termini di immagine e affidabilità del marchio. Se disponi delle prove tangibili (vedi sopra), non hai assolutamente nulla da temere anche in caso di causa Legale.
Purtroppo, seppur raramente, succede che l'hoster e il webmaster che ha plagiato i tuoi contenuti siano la stessa persona. La tua richiesta di rimozione quindi cadrà nel vuoto.
Nessun problema. Fai una ricerca nel sito: fai una lista di tutti i webmaster che linkano al sito e contattali, se usa Google Adsense, contatterai Google. Se ha inserito altri advertiser contatterai loro. Se è presente su DMOZ, richiedi assistenza tramite l'Abuse Report. Verifica che sia iscritto anche in altre Directory e contatta i relativi admin.
Allo stesso tempo fai una richiesta di rimozione presso tutti i servizi SPAM/ABUSE dei motori di ricerca: Google, MSN, Yahoo per primi, poi tutti gli altri.
Ti ricordo ancora una volta. Puoi agire in maniera determinata, nel rispetto della Legge (vedi anche: non puoi uccidere un webmaster che ti copia), SOLO SE hai a portata di mano le prove elencate nei paragrafi ad inizio di capitolo.
OPZIONALE, E SOLO COME ULTIMA ALTERNATIVA: DENUNCIA PRESSO LA POLIZIA POSTALE E SUCCESSIVA AZIONE LEGALE
Premetto che la procedura Legale per ottenere rimozione dei contenuti plagiati e il successivo risarcimento dei danni morali e materiali, è lunga. Forse troppo. Ulteriori considerazioni prenderebbero in esame il Sistema Giudiziario italiano, ma non è questo nè il luogo nè l'ambito.
Un incaricato della Polizia Postale della tua zona raccoglierà la tua denuncia e saprà consigliarti se è conveniente per te proseguire per la via legale o lasciare perdere.
Innanzitutto verrà preso in esame il TUO sito e il sito che secondo te ha clonato i tuoi contenuti, e verrà fatta una prima stima più o meno analitica.
Se chi sta raccogliendo la tua denuncia rileva che effettivamente vi è la stessa risorsa pubblicata in due siti, ti chiederà: HAI PROVE CONCRETE DELLA TITOLARITA' DEI CONTENUTI?
Alla tua risposta affermativa, ti chiederà se vuoi procedere con la denuncia (che dovrà essere fatta sia nei confronti del webmaster che dell'ISP che ospita il suo sito).
In quel momento sarai tu a decidere se ti conviene affrontare spese anche ingenti per iniziare una causa. Le spese legali, in caso di vittoria della causa, ti vengono rimborsate, ma durante tutto il processo vanno da te anticipate. Ricorda anche che una denuncia, o un esposto, NON SONO UNA SENTENZA. Il possesso di una copia della denuncia fatta presso la Polizia Postale non ti conferisce alcun diritto ulteriore sui tuoi contenuti.
Solo un Magistrato, in sede di giudizio, potrà dire "Il webmaster B è reo di aver plagiato il webmaster A. Impongo al webmaster B la rimozione dei contenuti e il risarcimento dei danni per un ammontare di ... e il risarcimento delle spese legali".
RISORSE ESTERNE - REFERENCE
TUTELA DELLA PROPRIETA' INTELLETTUALE SU INTERNET
POLIZIA DI STATO - SEZIONE INFORMATICA
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