L' EFFETTO SANDBOX E COME USCIRNE - FEAR MANIFESTO EDITION 2006

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L'EFFETTO SANDBOX DI GOOGLE

A PARTIRE DA MARZO 2004, DOPO GLI AGGIORNAMENTI DENOMINATI "FLORIDA" E "AUSTIN", MOLTI WEBMASTER ED ESPERTI SEO HANNO COMINCIATO AD IPOTIZZARE L'ESISTENZA DI UN NUOVO FILTRO IMPLEMENTATO NELL'ALGORITMO DI GOOGLE. QUESTO FILTRO E' COMUNEMENTE CHIAMATO "SANDBOX".

TUTTAVIA...

La sandbox di Google è un fenomeno puramente teorico, ma i cui effetti sono stati analizzati e studiati dagli esperti su centinaia di siti internet di nuova pubblicazione. In altre parole la sandbox (come nome e concetto) potrebbe non esistere affatto -e questo è irrilevante- ma gli effetti di un filtro che molti chiamano sandbox ESISTE. Questo è il motivo per cui ho dedicato ad essa una sezione indipendente e non semplicemente una voce all'interno del GLOSSARIO

Osservazione # 1:
Un NUOVO sito è indicizzato molto velocemente (come sempre). Però, pur presente in archivio, è inserito in una specie di "quarantena": il sito esiste nell'indice di Google, ma ottiene scarsissimi risultati in termini di ranking. Questo avviene, SEMBRA, indipendentemente dai suoi contenuti, ottimizzazione, link in entrata.

Osservazione # 2:
La sindrome da Sandbox SEMBRA colpire maggiormente i siti internet ottimizzati per parole chiave competitive piuttosto che siti ottimizzati per parole chiave poco ricercate.

Osservazione # 3:
Dopo un certo periodo, la cui lunghezza SEMBRA dipendere dalla competitività delle parole chiave per cui è ottimizzato (o comunque il mercato in cui concorrerà), il sito viene aggregato insieme agli altri siti nell'archivio normale di Google e verrà propriamente classificato (da quel momento le variabili di pagina e i link in entrata avranno il loro giusto peso!)

Le tre osservazioni soprariportate hanno dato vita alla teoria della Sandbox.

Una cosa è certa . Sia che la sandbox (intesa come un filtro che Google ha aggiunto al suo algoritmo) esista o meno, "la quarantena per i nuovi siti " è un fenomeno che è stato osservato analizzato e dibattuto e affligge il 99% dei siti di nuova creazione.

In aggiunta alle tre osservazioni 'classiche' soprariportate, ne aggiungo qualcuna sulla base della mia personale esperienza:

a. La sandbox affligge prevalentemente i siti 'SOVRAOTTIMIZZATI'
b. Colpisce i siti che sin da subito vantano un gran numero di inbound link (link in entrata)
c. L'uscita dalla sandbox avviene il più delle volte quando il sito raggiunge una soglia minima di traffico. Il grassetto non è casuale, come vedremo più avanti nel capitolo.
d. La sandbox sembra non affliggere i blog.
e. Contrariamente a quanto avviene solitamente (vedi PAGERANK™), la sandbox riguarda l'intero sito e non la singola pagina.


Perchè i nuovi siti sono messi in quarantena ?

Dopo una serie di mezze ammissioni da parte di MATT CUTTS (Google), si è capito che il fenomeno che "i webmaster chiamano Sandbox" è sorto involontariamente ed è causato dall'interazione di alcune parti dell'algoritmo (presumibilmente quelle relative all'età del dominio, alla sovraottimizzazione, al traffico); quando i Googletech hanno rilevato l'esistenza di questo effetto (bug?), hanno deciso di non porvi alcun rimedio.
In sostanza Google non ha mai implementato una parte di algoritmo denominata Sandbox: essa è dovuta alla sinergia di una serie di fattori diversi e rilevanti dell'algoritmo generale.

L'effetto sandbox è stato mantenuto perchè impedisce agli spammer di abusare di a) La velocità di indicizzazione di Google (pochi giorni) e b) i ben noti concetti base dell'algoritmo di Google (vedi sezione 6, STRUTTURA HTML )
Nel passato recente gli spammer creavano siti internet in chiara violazione della policy di Google sapendo che anche se fossero stati banditi in un mese, 30 giorni di alto ranking su Google li avrebbe ripagati 100 volte della creazione di tali siti. Quando tali siti venivano cancellati dall'indice, gli spammer acquistavano altri domini, con poche variazioni di contenuto rispetto ai precedenti, e il gioco ricominciava.

La sandbox quindi sembra essere un efficace quanto incidentale modo per Google di contrastare la tecnica "mordi-e-fuggi" di molti spammer. Google indicizza i nuovi siti con la consueta velocità e li piazza in un database separato dove verranno sottoposti a diversi filtri antispam. Dopo un periodo variabile, i siti vengono aggregati agli altri siti internet e concorreranno al posizionamento effettivo nelle pagine dei risultati.


Come utilizzare il fenomeno della sandbox per il proprio posizionamento.

Siccome questa è una guida strategica, ti aspetti qualche suggerimento su come sfruttare a proprio vantaggio la sandbox . Prosegui con la lettura della sezione e troverai qualche suggerimento in merito.

Se il tuo sito è online da qualche mese ed è già stato indicizzato (o meglio, compare tra i risultati) la sandbox non dovrebbe più rappresentare argomento di interesse, salta quindi ad un'altra sezione di questo libro e inizia con l'ottimizzazione vera e propria.
Attenzione però: cercare il tuo sito tramite il nome di dominio (es: www.tuosito.com) e vederlo spuntare come risultato NON indica l'uscita dalla sandbox, ma semplicemente che è stato indicizzato. Per verificare l'uscita dalla sandbox il tuo sito dovrà comparire nelle pagine di ricerca a seguito di una ricerca normale, che sia attinente al tuo sito, e non in 1000esima posizione.

Difficilmente il tuo sito, soprattutto se non è stato pubblicato da almeno qualche mese, otterrà buoni risultati con parole chiave singole o in coppia. Il non comparire tra i risultati potrebbe non voler significare la permanenza nella sandbox. Per cercare il tuo sito con una query che non sia il tuo dominio puoi provare a inserire una frase presa direttamente dalla tua home page (es: "bellissime scarpe di pelle dal 1980"). Ovviamente ci saranno altri siti che presentano queste parole nel corpo di una loro pagina, ma siccome la tua home page soddisfa ESATTAMENTE questa chiave di ricerca dovresti apparire nelle prime posizioni. Se così avviene, non sei nella sandbox. Se non compari, molto probabilmente si.


Se il tuo sito è nuovo, o hai intenzione di crearne uno, la sandbox sarà un problema che ti troverai ad affrontare.

1. Usa il periodo sandbox per ottimizzare i tuoi contenuti, con particolare riferimento alla QUALITA' piuttosto che all'ottimizzazione strategica delle variabili di pagina
2. Usa il periodo sandbox per trovare link di qualità da altri siti
3. Usa il periodo sandbox per pubblicizzare il tuo sito
4. Usa il periodo sandbox per lavorare al traffico fuori da Google, cercando amici, partnerships, iscrivendoti a community, partecipando ai blog eccetera...


COME USCIRE DALLA SANDBOX.

Essendo la sandbox il risultato di più fattori inerenti l'algoritmo di Google, non c'è un momento X in cui sicuramente un sito esce dalla quarantena, tantomeno un'azione Y da compiere affinchè automaticamente si entri a far parte dell'archivio standard di Google.
Inoltre la sandbox non è gestita da uomini: non c'è un tizio Z che periodicamente sposta manualmente i siti da un archivio all'altro. E' tutto a livello di algoritmo, quindi il proprio sito dovrà soddisfare una serie di parametri per uscire dalla sandbox.
Tuttavia secondo alcune mie esperienze e soprattutto ricerche sull'argomento, è possibile identificare alcuni aspetti che facilitano in qualche modo la soluzione del problema:

1. Acquistare un dominio molto prima del suo effettivo utilizzo. Non limitarti a parcheggiare il dominio presso l'ISP. Acquista con il dominio uno spazio web (anche minimo ed economico), all'interno del quale pubblicherai una o due pagine VERE.

2. Non curarti dell'ottimizzazione dei contenuti quando pubblichi il sito la prima volta. Spendi il tuo tempo ad aggiungere contenuti unici e originali. Interessanti per la tua utenza o per l'utenza che intendi raggiungere. Un'eventuale penalizzazione per OOP durante le fasi iniziali della vita del tuo sito potrebbe essere dannosa, o quantomeno prolungare di molto la permanenza nella sandbox.

Ma soprattutto...

3. DEVI GENERARE TRAFFICO. (vedi punto 4 - cosa fare quando si è nella sandbox) Inverti la modalità di pensiero con cui hai cominciato a leggere questa guida: non più posizionarti su Google per avere traffico, ma avere traffico per posizionarti su Google. Almeno negli stadi iniziali del sito. Raggiunta una quantità minima stabile di traffico, il tuo sito verrà considerata risorsa utile ed entrerà nell'archivio generale.
Il fattore TRAFFICO potrebbe anche spiegare il perchè siti che operano in mercati molto competitivi fanno fatica ad essere inglobati nelle serp.


Vecchi metodi, suggeriti nell'edizione precedente di questa GUIDA AL POSIZIONAMENTO SU GOOGLE:

4. Iscriversi ad AdWords: in passato si è creduto che ci fosse una diretta correlazione tra iscrizione al programma payperclick di Google e l'uscita dalla Sandbox. COSI' NON E'. Anche se la partecipazione ad AdWords comporta la preventiva analisi del sito da parte di un tecnico di Google, di per sè non è garanzia di inserimento nelle serp. Se esiste una correlazione è indiretta, ossia legata all'aumento di traffico del sito partecipante.


5. Puoi anche considerare l'ipotesi di acquistare un dominio scaduto (vari ISP forniscono questa opzione, con lunghe liste di domini acquistati e non rinnovati) PRIMA che Google lo cancelli dall'indice. (tra l'altro molti domini scaduti sono ancora inseriti nella ODP...). Ancora meglio se acquisti un dominio da un webmaster che non più intenzione di gestirlo, ossia prima della scadenza.
L'acquisto di domini esistenti, attualmente, va eseguito con cautela dal momento che nel 2005 Google è diventato REGISTRAR, con tutte le possibili conseguenze del caso. Vedi sezione U.R.L. per maggiori dettagli dell'operazione.


IL TRAFFICO COME VIA SICURA PER USCIRE DALLA SANDBOX

Era sotto gli occhi di tutti. A portata di mano. Le osservazioni ( vedi sezioni "OSSERVAZIONI" e "COME USCIRE DALLA SANDBOX" ) erano tutte esatte, bastava metterle insieme e trovare un minimo comune denominatore.

Si è detto che l'effetto sandbox riguarda, in linea di principio, tutti i siti NUOVI. Ok.
Inoltre si è osservato che sembra affliggere i siti che operano in mercati competitivi piuttosto che in mercati meno affollati. Ok, tuttavia va rilevato che esistono molti siti che, pur operando in mercati a dir poco saturi, non hanno subìto alcuna penalizzazione iniziale.
Si è ipotizzato che siano i siti fortemente ottimizzati ad essere penalizzati. Sì. Però tale penalizzazione, detta OOP, può colpire qualsiasi sito.
E' stato teorizzato che la permanenza nella sandbox ha durata variabile tra i 3 e i 6 mesi. NO. Si è visto che in molti casi è durata il tempo di un update, oppure anche un anno e oltre.
Alcuni hanno testimoniato che la partecipazione al programma PPC AdWords ha coinciso con l'uscita dalla sandbox. Vero, tuttavia parallelamente altri webmaster, pur iscrivendosi ad AdWords, non hanno risolto il problema.
Si è visto inoltre che il numero di inbound link, seppur qualificati, non ha influenza diretta sulla permanenza nella sandbox. In molti casi neppure l'inserimento in DMOZ ha favorito l'uscita dalla sandbox.

La SANDBOX è il risultato dell'interazione di almeno due fattori dell'algoritmo: AGE FACTOR, e TRAFFIC FACTOR.
Il fattore Age, età, del sito è facilmente spiegabile; all'inizio il valore di un dominio è pari a 0 (0 anni, 0 mesi).
Allo stesso modo il Traffico è pari a 0 (i ripetuti accessi del webmaster e/o del cliente valgono poco o nulla). Il TRAFFIC FACTOR giustifica anche l'osservazione fatta per i mercati competitivi.
Google verifica che mercati competitivi generano anche molto traffico. I siti considerati autorevoli o rilevanti non solo offrono contenuti e risorse all'utente, ma generano anche molto traffico. In modo molto sintetico, per mercato competitivo s'intende quello in cui molti webmaster offrono una risorsa che molti utenti cercano. Molta domanda e molta offerta, insomma. Come nella vita reale.
A seconda del mercato in cui operi, il tuo sito dovrà raggiungere una determinata SOGLIA DI TRAFFICO, affinchè Google ti consideri "Risorsa utile" e ti inserisca nelle Serp.
La durata della permanenza nella sandbox, quindi, dipende essenzialmente da quanto traffico INDIPENDENTE da Google riuscirai a portare al tuo sito. E la quantità di traffico necessaria ad uscirne dipenderà dal contesto del tuo sito. "... non più posizionarti su Google per avere traffico, ma avere traffico per posizionarti su Google"

L'errore che molti, troppi webmaster fanno, e che li porta poi a lamentarsi che il loro sito è affossato nella sandbox "...da ormai 11 mesi!.." è quello di avere una visione Googlecentrica di internet. Creano un sito, ne curano i contenuti, li ottimizzano per renderli google-friendly, ottengono backlink di qualità, e poi si siedono a sperare in cambiamenti nelle pagine dei risultati. Ma ormai non basta più. Bisogna sempre creare siti di qualità, che offrano risorse rilevanti per gli utenti, sicuramente la politica dei backlink / pagerank deve essere un aspetto fondamentale dell'ottimizzazione, ma almeno negli stadi iniziali non è sufficiente: bisogna PROMUOVERE il proprio sito anche al di fuori di Google: email marketing, viral marketing, pubblicità, passaparola, scambi link, recensioni. Più bravo sarai ad assicurarti visite e accessi indipendentemente dal posizionamento su Google e prima potrai competere nelle Serp con le parole chiave che ti interessano e che descrivono la tua attività online.

Leggi il brevetto 20050071741 INFORMATION RETRIEVAL BASED ON HISTORICAL DATA che secondo molti confermerebbe l'esistenza della Sandbox.


RISORSE ESTERNE, REFERENCE

LA CONFERMA, DA PARTE DEGLI INGEGNERI DI GOOGLE, CHE LA SANDBOX ESISTE REALMENTE - SUL BLOG DI SEARCHENGINEWATCH
TOOL PER VERIFICARE LA PRESENZA DEL PROPRIO SITO NELLA SANDBOX

PAGINA INIZIALE - COVER

INTRODUZIONE ALLA GUIDA

FUNZIONAMENTO DI GOOGLE™

CARATTERISTICHE GENERALI
LISTA DATA CENTER
PREVENZIONE SPAM
LA SANDBOX DI GOOGLE E COME USCIRNE
STEMMING E APPROCCIO LINGUISTICO

ANALISI DI PROGETTO

STRUTTURA DEL SITO

COSTRUZIONE DELLE PAGINE

SITE NETWORKING

PAGERANK™

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AGGIORNAMENTO DEL DATABASE DI GOOGLE™
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